Consulenza Grafotecnica

La consulenza grafotecnica

La perizia è un giudizio tecnico sopra dati e fatti che devono essere analizzati, controllati e valutati sulla base di particolari competenze e conoscenze scientifiche, oltre che di capacità pratiche, cioè di perizia nel settore.
L’attività peritale è una sorta di comunicazione ai non esperti per far loro comprendere in modo coerente, razionale, logico e dimostrativo, il perché di un giudizio. E’ chiaro quindi che la consulenza tecnica grafologica deve possedere una chiara valenza dimostrativa dalla quale va esclusa ogni improvvisazione o casualità, poiché il consulente sottopone il proprio lavoro a un rigore metodologico che giustifichi sempre i risultati del proprio lavoro, svolto con correttezza e coerenza metodologica.
E’, inoltre, necessario sapere bene che cosa si vuole accertare; in altre parole, occorre definire con la maggiore esattezza possibile il campo della realtà peritale.

I compiti della consulenza tecnica

Ricorderemo che è suo compito:

  • Verificare l’autenticità di firme su titoli di credito;
  • Verificare l’autenticità di sottoscrizioni su scritture private;
  • Verificare l’autenticità di testamenti;
  • Individuare l’autore di scritti anonimi, siano essi in corsivo, stampatello, a macchina o con altro mezzo;
  • Individuare gli autori di tag, tazebao, graffiti e murales che sono spesso eseguiti con vernici o bombolette spray;
  • Compiere verifiche documentali;
  • Verificare l’autenticità di modulistica di vario genere;
  • Stabilire la capacità d’intendere e di volere dell’autore d’uno scritto.
Da quest’elenco si può intuire il carattere interdisciplinare delle competenze del perito grafologo e quindi cogliere l’intrinseca difficoltà di delimitare il campo in cui si esplica la sua indagine. Ogni fase è costitutiva del processo di accertamento della verità e in ogni momento è possibile l’errore che può portare fuori del giusto cammino. La vastità del campo che costituisce l’oggetto della realtà peritale, dunque, è una nuova difficoltà che si aggiunge al problema ma, nello stesso tempo, è anche una ragione in più per cercare quel rigore metodologico e quella consapevolezza che sono il fondamento della serietà professionale del consulente grafologo.
Il carattere interdisciplinare dell’indagine, le pluralità eventuali delle metodologie tra loro integrate, nulla hanno a che fare con l’esigenza della chiara formulazione del quesito.
La realtà peritale, intesa in senso letterale, operativo e tecnico, fa riferimento al grafologo polispecialista, conseguenza necessaria di quel carattere interdisciplinare che è da tutti ormai riconosciuto come una caratteristica implicita delle competenze dello stesso. Infatti, non è ipotizzabile far coincidere la realtà peritale con il collegio dei periti che è previsto quando le indagini e le valutazioni risultano di notevole complessità ovvero richiedano distinte conoscenze in differenti discipline.

Valore della consulenza tecnica

La perizia produrrà risultati tanto più attendibili quanto maggiore è il numero di particolarità segnaletiche riscontrate nelle grafie a raffronto (incriminata e autografa di comparazione). Ancor di più se si riuscirà a scoprire anche qualche indizio materiale.
Non si può però nascondere che nella maggioranza dei casi, permane la possibilità di errori, perché la scrittura è il prodotto di un gesto, quindi fisiologico e psicologico, non qualche cosa di materiale, che si possa pesare o scomporre nei suoi componenti. I risultati della perizia dipendono dall’abilità e dalla esperienza del perito il quale, per pervenire a risultati sod¬disfacenti, deve saper applicare sia i metodi calligrafici che quelli derivati dalla grafologia.
Occorre invece diffidare di quei periti che sono sempre troppo sicuri di sé, che hanno troppa fiducia nelle proprie capacità, che si fidano troppo del proprio “colpo d’occhio”. Si deve, infatti, pervenire a un giudizio solo dopo un lungo lavoro di osservazione e di studio di tutte le particolarità delle grafie a raffronto e delle combinazioni tra di loro di queste particolarità per assimilare, quasi, lo stile, il ritmo e quindi il defluire dell’energia, il modo di svolgersi dei movimenti.
Alcuni consigliano di cercare d’imitare le scritture per comprendere meglio questi elementi. Può forse essere un mezzo utile. Ciò che importa è comunque di giungere alle conclusioni solamente dopo molta riflessione e attento studio.
Il Locard affermava che il buon perito deve sempre saper dubitare. Ci sembra una buona raccomandazione, che il perito, assieme alla modestia, dovrebbe sempre avere presente.