Perizia Grafotecnica

Perizia grafotecnica

Il falso perfetto, al pari del delitto perfetto non esiste o non dovrebbe esistere, anche se, tuttora, le firme false traggono in inganno molte persone in buona fede. Questo perché, ciò che un uomo scrive, un altro più abile e più scaltro può imitare o contraffare. Tuttavia, malgrado il continuo sviluppo dei metodi di falsificazione, che procede di pari passo con l’evolversi del progresso tecnologico e sociale, il delitto di falso non paga, anzi spesso si ritorce o si ritorcerà contro chi lo utilizza.

Ciò riesce possibile perché la grafologia a tutt’oggi è di grande aiuto, fornendo i mezzi necessari per smascherare i disonesti. Infatti, le sentenze della Magistratura che si basano sugli obbiettivi giu¬dizi dei consulenti tecnici costituiscono una quotidiana e quindi costante veri¬fica della validità e dell’attendibilità della grafologia. Quando periti grafologi e talvolta contro-periti e superperiti, anche in vivace ma costruttiva dialettica tra loro, fornendo mezzi di prova convincenti e idonei a scoprire l’autore di un falso, consentono ai Giudici di emettere ineccepibili verdetti, in definitiva, non soltanto valorizzano la scientificità della grafologia, ma ne dimostrano la sua insostituibile funzione al servizio della verità, della giustizia e dell’umanità.

L’anonimografia

Sempre più spesso si ricorre al grafologo esperto in perizie per individuare gli autori di scritti anonimi, da un lato perché questa pratica è sempre più diffusa e dall’altro perché oggi, con le attuali tecniche esplorative e con la capacità d’indagine scientifica che alcuni centri, come appunto il nostro, hanno acquisito con una lunga esperienza, è possibile non solo confrontare scritti e individuare i veri autori, ma a volte anche capire e spiegare i moventi che spingono certe persone a ricorrere a mezzi poco trasparenti per dire ciò che pensano.

Il limite dovuto all’utilizzo di strumenti, come il righello, il normografo o l’uso della sinistra al posto della destra, viene superato dalla metodica grafotecnica che va a ricercare non tanto le somiglianze di forma, quanto l’identità di mano dovuta a valutazione

  • del ductus (percorso generale della penna sulla carta = ductus grafico o tratto, e al di sopra del foglio = ductus aereo),
  • dei segni o gesti fuggitivi (elementi della scrittura che sfuggono al controllo cosciente dello scrivente),
  • della quantità, qualità e distribuzione della pressione sul foglio nelle varie parti dello scritto, compresi gli eventuali accumuli o le sospensioni della stessa.

I primi infatti sono tendenzialmente più facili da controllare e da eventualmente dissimulare, mentre i secondi risultati assolutamente meno soggetti alla volontà ed al controllo.

Trattandosi poi in questo caso di confronto tra scritti in carattere stampatello col supporto di un righello e scritti pure in stampatello, oltre che in corsivo, ma con scioltezza e libertà grafiche, occorre in particolare modo sorvolare sulle somiglianze o dissomiglianze apparenti e focalizzare l’attenzione proprio sui gesti grafici sopra descritti che sfuggono al controllo.

La Dissimulazione

Nella produzione delle grafie si parla di dissimulazione quale azione diretta a rappresentare un prodotto grafico diverso da quello abituale, per evitare di essere riconosciuti.

La dissimulazione avviene laddove si riscontrino scritture o firme volutamente alterate in uno o più elementi costitutivi al fine di rendere apparentemente irriconoscibile la mano che ha prodotto lo scritto. La dissimulazione avviene solitamente quando il soggetto, dovendo apporre la propria firma e pensando di potersene in futuro pentire, tenta coscientemente di modificare il suo abituale modo di firmare alterando qualche elemento a lui noto del suo abituale grafismo. La dissimulazione può anche avvenire quando il soggetto, chiamato a redigere un saggio grafico, tenti di alterare il suo grafismo in modo da sviare il tecnico consulente portandolo a conclusioni erronee.

La dissimulazione grafica è uno degli argomenti più affascinanti e allo stesso momento insidiosi dell’intera Grafologia Peritale-giudiziaria, dal momento che ha infinite sfaccettature e può essere messa in atto con diverse modalità.

I casi in cui un soggetto può cercare di alterare la propria grafia, possono essere vari e molteplici: si va dalle lettere anonime, alle firme appositamente modificate per poterle successivamente disconoscere e a tutti quei gesti grafico in cui, intenzionalmente, si apportano variazioni per dar luogo ad un prodotto grafico diverso da quello abituale.

In ogni caso l’approccio grafotecnico non si limiterà ad individuare somiglianze e differenze tra le scritture o le firme, ma andrà a cogliere quegli elementi, tecnicamente detti “gesti fuggitivi”, che, proprio perché non possono essere volontariamente controllati, danno indicazioni preziose circa la valutazione di autenticità o di falso.

La falsificazione

L’esperto generalmente fa un percorso inverso di quello che fa un falsario: incomincia là dove quest’ultimo ha finito, cioè la falsificazione, e, a partire da essa, tenterà di risalire fino all’autore.

Molte volte accade che quando la nostra auto presenta diversi difetti e la portiamo in autorimessa, il meccanico, anche solo ascoltando il rumore dell’auto sa quale potrebbe essere il tipo di difetto e come ripararlo. È molto probabile che anche il meccanico pensi: come è possibile che il cliente non sappia che cosa non va nella sua automobile se per lui il difetto è molto evidente?

Noi non ci guadagniamo niente se un truffatore raggira qualcuno con una firma falsa: al contrario, desidereremmo contribuire perché si prevenga questo tipo di reato, per questo andiamo alla ricerca di tutti quegli indizi che con la loro presenza o assenza ci prevengono sulla possibile falsità della firma che stiamo osservando. A questo proposito esamineremo anche le caratteristiche proprie di ognuno dei metodi di falsificazione conosciuti.

In alcuni casi è relativamente facile identificare l’autore della firma apocrifa. D’altronde prima di arrivare al falsificatore dovremmo identificare il metodo utilizzato da questi; solo in questo modo sapremo se sarà o meno possibile stabilire chi è stato l’autore. Per esempio, se osserviamo che di fianco alle tracce della firma falsa incontriamo residui di carbone e il documento si trova con le fibre irrigidite per attrito dello strumento sul brogliaccio, è molto probabile che la firma falsa sia stata fatta per calco.

Però mettiamo molta attenzione a quello che abbiamo fatto:

A partire dall’“esame della firma falsa “, possiamo “riconoscere gli indizi che denunciano la copia” e operare una” valutazione dei segni che possono stabilire il metodo utilizzato “.

Un segno di falsificazione è ogni prova, grafica e non grafica, che compare nelle firme false. Le firme autentiche non presentano queste caratteristiche. L’individuazione di un falso, dipende molto della capacità per riconoscere questi segni, indizi o prove. Un perito grafotecnico esperto non avrà difficoltà nel riconoscere i segni di falsificazione.